L'ANIMA FOTOGRAFATA - racconti di Tania Piazza, fotografie di Ivano Mercanzin

“L’anima fotografata”
racconti di Tania Piazza, fotografie di Ivano Mercanzin
Edizioni Divinafollia“


“Dedicato a tutte le voci che, ogni giorno, senza saperlo, mi narrano la loro storia.”
(Tania Piazza)
“La fotografia racconta storie, rilascia memorie, echeggia emozioni. Perpetuamente.”
(Ivano Mercanzin)

“Due autori singolari, eclettici, capaci. Lei, con la scrittura, d’una densità umana tanto spessa da poterla sentire addosso; lui, in questa raccolta di brevi narrazioni, come fotografo dei dettagli e animatore delle storie con fotogrammi rubati ai momenti salienti, sono l’uno il braccio destro dell’altra. Questo libro è stato concepito proprio così, come si procrea un figlio e occorrono due DNA, la parola e l’immagine (…)
(…) L’anima fotografata è un libro originale e coraggioso, che propone un nuovo modo di raccontare, unendo la suggestione dei componimenti brevi all’estemporaneità degli scatti fotografici; le sue pagine accompagnano il lettore in un viaggio emotivo che si snoda tra parole e immagini, come quando si accorda uno strumento, ogni nota al suo posto, ogni suono sulla sillaba adatta, tra le unità memoriali che formano il nucleo di questo volume, in sinergia precisa con tutti i sensi di cui l’essere umano dispone” (…) (dalla prefazione di Silvia Elena Denti, scrittrice, poetessa ed editrice.)

Disponibile in tutte le librerie, anche online, Edizioni Divinafollia, pp.150.
FELTRINELLI
LIBRERIA UNIVERSITARIA
MONDADORI
SANPAOLOSTORE

DA CHE PARTE
(…) Ho visto e fotografato per te questo spiraglio di vita, rubandolo per sempre all’oblio. Me lo sono portato a casa, stretto tra l’anima e il cuore, perché quando sarai pronto sapremo dove trovarlo. E quando sarai abbastanza grande, potrò spiegarti l’abisso che separa il buio dalla luce. Così, potrai scegliere da che parte stare (…)

LUCE
(…) E’ bello non sentire il suo rumore. La luce arriva all’improvviso, e riempie il cuore. Dopo questi incontri con lei mi ritrovo sempre un po’ più ubriaco di vita, e rimango inebetito, in attesa della nuova sbornia. So che ci sarà, mi basterà porre attenzione ai segnali: il mondo si fermerà per un attimo, e subito dopo lei, nuovamente, cadrà (…)

A CASA DI NUOVO
(…) “C’è qualcosa di irrisolto, tra noi.”
Lei lo guardò: sospeso tra i loro sguardi passò un attimo infinito e largo, come se ci fosse un ponte e, sopra, a camminarci, i loro pensieri, da una sponda all’altra (…)

Tania Piazza
Nata e cresciuta nella provincia vicentina, è da sempre una grande appassionata di letteratura classica, moderna e contemporanea. La scrittura nasce presto, come naturale evoluzione alla lettura, e diventa lo strumento per dare voce alle emozioni e narrare della Vita, perché scrivere è un altro modo per parlare, solo più silenzioso. Nella fotografia coglie la stessa attitudine: ecco perché ama osservarla e mettersi all’ascolto dei vari suoni che produce, per trasformarli in racconti. Nel 2013 ha pubblicato il romanzo “La cura delle parole”; nel 2015 il secondo, “Com’è bella la nebbia quando cade”.
www.taniapiazza.com

Ivano Mercanzin
Inizia il suo percorso artistico nel 2012 quando la passione per la fotografia arriva d’improvviso. Osservando paesaggi e metropoli, strade e persone, raccoglie ricordi e narra storie con le sue immagini. “Venezia”, “Terra Madre”, “Coney Island”, “The Face (s) of NYC”, “21 grammi” sono alcuni dei suoi progetti. Numerose le mostre: a Vicenza, Verona, Roma, Bologna, Taranto, Malta, New York, Bangkok, Marsiglia.
www.ivanomercanzin.it

Le foto dei racconti sono state esposte presso:
- le Filande di Montecchio Maggiore (VI) nei mesi di marzo e aprile 2018;
- Associazione Il PomoDoro a Bolzano Vicentino nei mesi di maggio e giugno 2018



PRESS:

GLI SCRITTORI DELLA PORTA ACCANTO: IL CAFFE' LETTERARIO - INTERVISTA

LA DOMENICA DI VICENZA

OUBLIETTE MAGAZINE

L’anima fotografata” di Tania Piazza e Ivano Mercanzin: istantanee di vita allo specchio
Due autori entrambi vicentini, entrambi dotati di straordinario talento. Di Tania Piazza ho già avuto modo di leggere La cura delle parole, del 2013, e Com’è bella la nebbia quando cade, del 2015, da me recensito per Oubliette.
Si tratta di un’autrice di grande sensibilità umana e letteraria, i cui scritti mi hanno colpita per la delicatezza del suo narrare, capace, senza giri di parole inutili, di andare al fondo dell’umano sentire e di trasmettere sincere e immediate emozioni.
Ivano Mercanzin è nato nel 1961 a Vicenza e vive a Montecchio Maggiore. Ha studiato disegno e pittura, partecipando anche a concorsi di poesia. Dal 2012 si dedica in maniera continuativa e proficua alla fotografia, prendendo parte a importanti mostre nazionali e internazionali, a Vicenza, Venezia, Roma, Bologna, Taranto, Malta, New York, Bangkok, Marsiglia.
L’anima fotografata, edito da Divina follia nella collana Fuori onda, è uscito nel 2017 con la prefazione di Silvia Denti.
Siamo di fronte ad un ampliamento reciproco di immagine e parola, col complemento spaziale dell’immaginario. Aspetti intimi e profondi in un intersecarsi di livelli di lettura e successivo approfondimento.
Voci, storie, memorie, emozioni: queste sono le parole chiave tratte dalle dediche/exergo degli autori.
Silvia Denti sottolinea che si tratta di “due DNA, la parola e l’immagine” e poi “ogni scatto ha un’identità, forse più d’una”.
Gli scritti di Tania Piazza sono nati dall’osservazione di alcuni scatti particolarmente significativi di Ivano Mercanzin e così si è composta quest’opera: 28 racconti brevi, spesso brevissimi e una fotografia che apre ogni racconto. Per lo più si tratta di scatti in bianco e nero intervallati qua e là da sprazzi di colore.
Osservare, guardare, ascoltare, sentire col cuore e con la mente. Questo sembra essere il messaggio che passa attraverso le immagini e le parole de L’anima fotografata, dove campeggiano, di volta in volta, pochi elementi, ma così essenziali, importanti, ben curati da essere sorprendentemente esaustivi e appaganti nella ‘lettura’ e tali da restituire un’immagine complessiva dei personaggi e mettere sempre il lettore nella condizione di non sentirsi mancare parti di storia non narrate esplicitamente.
Il bianco e nero con le sue scale di grigi, i giochi di luce e ombra, offrono spunto alla narrazione delicata, preziosa nella sua forza penetrante così garbata e schietta. Istantanee di vita piene di premesse infinite e possibili, di stati condensati, pronti ad aprirsi al futuro.
Qualche colore affiora e impreziosisce la vita, i suoi più reconditi aspetti, poi dispiega la sua portata dirompente in racconti emblematici di particolari condizioni di solitudine, straniamento, financo patologia del quotidiano, come nel racconto “Ho scelto la via dei colori”.
Le ombre e i contrasti delle immagini fanno da filo logico che unisce tutti i testi ove si esprimono le luci e le ombre di tante esistenze. Così come nelle fotografie, silenzi e presenze umane, solitudine e intimità, anche nei racconti li ritroviamo rispecchiati, in una fusione d’arti che manifesta una ricchezza straordinaria di linguaggi e una capacità di raccontare le anime che i due autori trasmettono in maniera godibile e fruttuosa nonché artisticamente matura.
L’anima fotografata, presente al Salone del libro di Torino, è attualmente in giro per l’Italia in un ampio tour di presentazioni in suggestive location che valorizzano un’opera di ampio respiro che consiglio vivamente a chi ama la buona narrativa contemporanea e agli appassionati di fotografia.
Written by Katia Debora Melis

LF MAGAZINE

Ricordi, sentimenti, passioni…pagine della nostra vita. Chi non possiede, in un angolo del proprio cuore e della mente, rimembranze del passato, del proprio cammino di vita…felici o tristi che siano. Immaginate ora, se a questo flash back mentale, potreste aggiungere una memoria fotografica vera e propria. Uno scatto che possa rendere indelebili i vostri momenti, unici ed indimenticabili. Se a questi, poi, aggiungete una sorta di piccolo diario narrato, tutto prende vita, anima, spessore.
E’ quanto ha realizzato, felicemente, la scrittrice Tania Piazza, in un vincente connubio con il fotografo Ivano Mercanzin. “L’anima fotografata” è il titolo di questo libro di centocinquanta pagine, Edito da Divinafollia, per la collana Fuorionda, uscito da qualche settimana.
Aprendolo, in ogni capitolo, si ammira sempre una fotografia, a far da complemento a piccoli racconti di vita. Nostalgia, sentimento, fragilità umana, disadattamento, talvolta drammi, sempre scritti con grande animo delicato e profondo. Storie che l’autrice, profonda e viscerale, ascolta giorno dopo giorno da inconsapevoli narratori…riuscendo a trasporle con una mirabile analisi soggettiva. Ogni racconto è una storia di vita, in ogni storia di vita possiamo ritrovarci, ‘incontrarci’, perchè è vita autentica, priva di archetipi. Leggendo “L’anima fotografata” devo confessarlo, mi sono emozionata varie volte, ma ho anche sorriso, riflettuto su accadimenti o persone che avrei potuto benissimo incontrare od aver vissuto in prima persona. I racconti ci parlano di sentimenti variegati, mai calcati, piuttosto dosati armonicamente in un modo che solo Tania Piazza conosce, riescendo a conquistare il lettore.
Ivano Mercanzin, fa il resto. Ogni fotografia, osservandola, sembra anticipare quello che di lì a breve leggeremo. Così un uomo con il suo organetto, o un mare visto da una donna, un albero privo di foglie dominato dal sole, un palazzo grigio, un bimbo su un’arida distesa, danno la vivida concezione di messaggi di speranza o solitudine, di rinascite o perdizioni…tutto parla e tace allo stesso tempo. Possiamo scegliere se esserne spettatori o protagonisti, in fondo anche nella vita fnziona così. Anche scatti di suggestive città fanno da ‘leit motiv’ ai ventotto racconti: Venezia, Matera, Milano, Sirmione, Colonia, perfino New York.
Da grande estimatrice dell’arte fotografica, e chi mi legge sa bene quanto materiale fotografico io inserisca in LF, non posso che esprimere tutto il mio plauso a questa opera che ‘mancava’ tra gli scaffali della libreria. E’ bello poter avere testimonianza tangibile di quello che andiamo a leggere. L’anima racchiusa tra le righe esplode, si libra manifestamente, attraverso l’obiettivo del fotografo, in maniera tale da rendere questo libro un’opera completa di dettagli precisi che restano nell’immaginario come impronte indelebili.
E per riprendere il titolo di un precedente libro di Tania Piazza, “La cura delle parole”, lei è davvero maestra in questo…cura i dettagli del fraseggio, riuscendo a far rivivere i suoi personaggi e le loro vicende, legati attraverso un invisibile filo…all’anima fotografata.

L'INTERVISTA DI LIBERO VOLO DI CINZIA CERIANI

Tania Piazza e Ivano Mercanzin
L’appuntamento di questa settimana con la rubrica Quattro chiacchiere con l’autore ci porta alla scoperta di due artisti molto diversi tra loro in fatto di arte e attività, ma che hanno saputo unire le loro doti e dare vita al book L’anima fotografata, un progetto particolare e di grande impatto, sia visivo che letterario. Un libro che unisce immagini e racconti. Lei, Tania Piazza, è scrittrice, volto noto di LiberoVolo e autrice de La cura delle parole e Com’è bella la nebbia quando cade; lui, poeta e fotografo montecchiano giramondo, da Venezia a New York.

Innanzi tutto, grazie mille ad entrambi per il tempo che dedicate a questa breve intervista, è davvero un piacere ospitarvi in questo mio spazio virtuale. Iniziamo subito con una domanda facile facile. Parlateci un po’ di voi. Chi sono Tania e Ivano?

Tania: I lettori di Liberovolo già mi conoscono da un po’ e, in un certo senso, mi riconoscono come una di loro: sono una persona alla quale, se chiedeste cosa si porterebbe su un’isola deserta, risponderebbe senza ombra di dubbio: libri e carta e penna! Sono cresciuta attorniata dalla carta stampata, quindi la mia passione per la scrittura ha preso il via da quella per la lettura e poco alla volta si è fatta strada dentro di me, diventando una necessità. Un modo alternativo per comunicare, per raccontare i miei stati d’animo, attraverso le storie che invento. Sono passata dal diario personale alla pubblicazione dei miei romanzi con molta naturalezza, perché a un certo punto ho sentito che era questa la giusta evoluzione: trovare lettori che mi ascoltassero.

Ivano: Nasco a Vicenza l’11 febbraio 1961 e vivo a Montecchio Maggiore (VI), ho studiato disegno e pittura con il maestro Vincenzo Ursoleo, ho partecipato a concorsi di poesia ricevendo premi e menzioni. La lettura di libri di autori classici e contemporanei hanno sempre caratterizzato il mio percorso così come la visita di mostre dei grandi pittori e scultori moderni e contemporanei. Come un’illuminazione ecco arrivare il 2012, quando come una vocazione esplode dentro di me “La Fotografia”. Venezia, Terra Madre, 21 Grammi, The Face(s)of NYC, Coney Island, La Fornace Venini, Novecento, Abbazia, sono alcuni dei miei progetti. La fotografia è la mia scrittura, le mie letture, le mie poesie, le mie sculture, i miei quadri tutto ciò che appartiene a questo mondo dell’arte è all’interno di me stesso e di conseguenza delle mie immagini insieme con le persone che ho conosciuto e amato.

Com’è nata la vostra collaborazione?

Tania: Da parte mia, è nata da una serie di ispirazioni. Mi è capitato per caso, osservando alcuni scatti di Ivano su Facebook, che questi, in qualche modo, mi parlassero, raccontandomi una storia. Ho iniziato con il primo racconto non pensando a nulla di definito, solo a tirar fuori ciò che l’immagine mi muoveva dentro. Da lì, ogni volta che una sua fotografia mi colpiva, mi sedevo al computer e iniziavo a scrivere. Ho raccolto questa serie di scritti, e a un certo punto ho pensato che sarebbe stato davvero bello poter dar loro una casa cartacea, che chiunque potesse gustare, cogliendo appieno i particolari delle immagini e i loro vari strati di lettura. Da qui, l’idea del libro, che ho proposto a Ivano.

Ivano: Nel 2012 ho iniziato a fotografare e subito ho pensato che fosse assolutamente indispensabile per farmi conoscere predisporre un sito e condividere le mie foto nei social ( FB – Instagram- etc. ) Ho notato che alcuni “ammiratori” avevano iniziato a commentare qualche mia foto e con molta sorpresa da parte mia. Per caso poi io e Tania ci siamo scoperti in FB e appena letto il suo primo racconto ispirato alla mia fotografia mi sono innamorato della sua scrittura, delle sue metafore, del suo ritmo, della sua armonia, dell’uso accurato delle parole, che erano perfette per la mia fotografia. Le sue parole sembravano interpretare in profondità i miei scatti. Da lì è stato poi un continuo susseguirsi di racconti fino a che ci siamo accorti che erano diventati un numero importante e quando mi propose di pubblicarli accompagnati dalle mie foto ho subito accettato.

Il vostro è un progetto molto particolare, che unisce l’arte visiva alla scrittura, l’immagine all’immaginazione, il concreto all’astratto. E’ stato complicato fondere questi due elementi?

Tania: Ciò che mi ha colpito fin da subito, è stata l’estrema naturalezza con cui, da un’immagine, come dici tu, concreta, sia nata l’idea di una storia astratta ma perfettamente collegata ad essa. A dire il vero, ricordo di aver chiesto a Ivano se, in qualche modo, le mie parole potevano disturbarlo, perché magari andavano in direzioni diverse da quelle che lui aveva pensato inizialmente, scattando le foto. La sua risposta mi ha rassicurato, sposando la mia tesi: le parole non fanno che amplificare la voce e la potenza degli scatti, e quindi il mio entusiasmo per questo progetto è cresciuto. Credo che, nonostante utilizziamo linguaggi espressivi differenti, la bellezza stia nell’obbiettivo comune: veicolare emozioni. E’ questo ciò che anima entrambi, nel concreto e nell’astratto, nell’immagine e nell’immaginazione.

Ivano: Mi piace questa commistione, mi piacciono le contaminazioni di generi, possono solo aumentare, amplificare i contenuti sia della fotografia che della scrittura, perché vanno a stimolare più sensi di chi legge e di chi osserva avvolgendo l’intera persona di emozioni. E’ bello leggere i racconti di Tania che danno voce alle mie foto, scoprire aspetti, angoli, ombre che magari erano sottesi e che invece lo scritto fa emergere. Ma sento anche che quando leggo i sui racconti ciò che ci accumuna è l’atmosfera, è il raccontare di piccole cose, apparentemente insignificanti ma che da una lettura più approfondita si riesce ad estrarre alcuni significati nascosti a più livelli.

Com’è lavorare a quattro mani e su due piani artistici diversi, come vi siete trovati?

Tania: La cosa che ha reso più semplice la lavorazione è, a mio avviso, proprio la differenza dei due piani artistici: ognuno ha il suo, all’interno del quale si muove con grande libertà. Ciò che ha dell’incredibile, è invece come, partendo da due mondi diversi, siamo riusciti ad arrivare allo stesso concetto, spesso senza averlo premeditato. Quando ho scelto gli scatti, infatti, ho volutamente evitato di chiedergli di più, di capire se facessero parte di un progetto con un filo conduttore oppure di sapere cosa avesse mosso Ivano nel farli. Ho scelto di lasciare libertà alla mia interpretazione, senza una guida esterna. Ed è stato proprio questo a portarmi allo stupore finale: ho letto negli scatti di Ivano proprio ciò che lui aveva in mente di comunicare. Questa, credo sia la grande forza dell’arte.

Ivano: In perfetta sintonia. Ognuno è padrone e autonomo nel suo mondo artistico e nessuno influenza l’altro in alcun modo. Godiamo entrambi della massima libertà, come dovrebbe essere in ogni espressione artistica. E inoltre c’è grande rispetto per il lavoro di entrambi. Aiuta questo connubio penso anche la mia passione per la letteratura e la poesia che sono sempre presenti insieme alla fotografia, anzi forse la fotografia è il linguaggio che io uso per scrivere i miei “racconti visivi” le mie “poesie dell’immagine”. Mi piace alimentarmi di questo oltre alle mostre d’arte, più che leggere solo testi di fotografia. Ritengo che siano strumenti indispensabili ad alimentare la sensibilità che poi cerco di tradurre in immagini, come un processo naturale che scivola da solo senza forzature lasciando che ciò che mi circonda mi emozioni e che ogni parte di me la assorba.

Artisticamente e umanamente, ogni fotografia e ogni racconto, cosa vi hanno insegnato?

Tania: Ad ascoltare, sia artisticamente che umanamente. Ogni personaggio immaginato e ogni persona reale porta con sé un interessante bagaglio di storie, esperienze, vissuto. Se si impara a mettersi all’ascolto degli altri, si può solo crescere. E’ proprio questo, che mi permette di scrivere. Guardare al mondo con attesa e meraviglia.

Ivano: A conoscere attraverso i personaggi dei racconti e delle fotografie non solo loro ma me stesso. Attraverso un continuo rimando tra lettura e visione, con il mio vissuto che vengono filtrati, con gli attimi della mia esistenza aiutandomi a crescere e a continuare nel cammino sempre con sorpresa, ammirazione e stupore per la vita.

Che messaggio si cela dietro L’anima fotografata?

Tania: Scrivere racconti mi piace molto, perché mi permette di condensare in un breve lasso di tempo una storia completa, ricca di particolari. La fotografia fa più o meno la stessa cosa: cristallizza nel tempo attimi di vita. Ecco, questo è il messaggio del libro: potersi concedere ogni tanto cinque minuti di lettura, quindi senza l’impegno temporale che richiede solitamente un romanzo, nei quali gettarsi a capofitto dentro a una storia, accompagnata da immagini. Un po’ come succede con la poesia. Brevi attimi, finiti e compiuti. Per poi ritornare alla propria vita.

Ivano: La poesia infatti si condensa in poche parole che vengono scelte accuratamente e sono in grado di raccontare un mondo, un universo, e trasmettere sentimenti. Anche la fotografia agisce nello stesso modo. Cattura dal macrocosmo della vita piccoli frammenti, dettagli, caselle di puzzle che sono già presenti immodificabili, a volte eterni e ne racconta una storia, un’altra storia, quella personale del fotografo. Il tutto composto in piccoli spazi, magari con pochi elementi e nel mio caso spesso senza l’aiuto del colore, dato che amo il bianco e nero. Così si arriva all’essenza, a quei dettagli di cui parlavamo all’inizio che sembrano apparentemente insignificanti e invece sono determinanti per chi ha la sensibilità, la pazienza e il tempo di saperli scorgere.

Tania, se dovessi associare ciascuno dei tuoi precedenti romanzi ad una delle foto di Ivano, quali sceglieresti?

Tania: Sceglierei uno scatto in bianco e nero, sicuramente. La fotografia a colori, dal mio punto di vista, è più suggestiva nell’immediato. Quella in bianco e nero, invece, abbisogna di tempo: ci sono, al suo interno, vari strati di sfumature e letture, che ti costringono a un’analisi più accurata. Un po’ come il mio stile di scrittura, che porta il lettore all’interno della scena descritta ma gli impone di prendersi del tempo, per gustarsi appieno ogni singolo particolare, lasciandogli comunque sempre dello spazio per una propria personale interpretazione.

E Ivano, se dovessi associare una delle tue foto, o un’immagine, alla scrittura di Tania, come o quale sarebbe?

Ivano: Le mie fotografie, come dicevo prima, sono quasi sempre in bianco e nero, mi piace come la foto racconti qualcosa in maniera essenziale, senza distrazioni, come se il bianco e nero attirasse a sé per scoprire i dettagli, le forme, gli spazi e soprattutto i chiaroscuri, quei giochi di luce e ombre che rivelano o celano , fino a cogliere le infinite sfumature di grigio. Chi osserva ne è attratto, è stimolato a cogliere quei particolari che attraverso la propria fantasia e il suo coinvolgimento può liberamente inventarsi facendo “sua” la “mia” fotografia, attuando un transfer tra sé e l’immagine. Così sono i racconti di Tania, un continuo rimando tra il lettore e i suoi personaggi che narrano in punta di piedi, in sordina e che solo un “orecchio” attendo può ascoltare.

Progetti per il futuro?

Tania: L’unione di due mondi diversi sta aprendo nuovi spazi a entrambi. Dopo l’evento nello store Leica di Milano, saranno in effetti molte le serate che proporremo nell’ambito fotografico, da Este a Padova, da Roma a Firenze, da Bologna alla Puglia, a Napoli e poi chissà. Allo stesso modo, sto portando Ivano a conoscere l’emozione delle platee letterarie, più abituate al libro da leggere e non da guardare… insomma, i progetti per questo anno sono molti, e ci vedono girare in lungo e in largo, portando nella valigia il nostro libro. Sono davvero felice di questo, è un sogno che si realizza. Per quanto riguarda invece il futuro in senso più lato, il mio progetto è di continuare a scrivere, ovviamente! Sto lavorando al mio terzo romanzo e, al contempo, quando presa dalla necessità o dall’ispirazione, scrivo racconti. Quindi, non escludo nemmeno una nuova collaborazione con Ivano… Per il momento, mi gusto le gioie di questa!

Ivano: La promozione del libro ci sta impegnando molto perché non è una semplice promozione ma un vero spettacolo. Infatti ci accompagnano un musicista e una voce narrante mentre le immagini vengono proiettate. Il tutto crea un ‘atmosfera di grande coinvolgimento e le testimonianze di chi partecipa sono entusiaste. Gireremo in varie città d’Italia, sia in ambito letterario che fotografico grazie ai due linguaggi che ci sono nel libro. E anche Tania sta scoprendo il mondo della fotografia, che sta dimostrando grande sensibilità anche nei confronti della scrittura. Anzi direi che questa “novità” sta riscuotendo successo e molta curiosità dati i numerosi inviti che ci stanno arrivando. Per quanto riguarda il mio futuro continuerò ad esporre in varie occasioni le foto de L’anima fotografata, mentre al Grottino a Vicenza con La galleria & Art Gallery di Vicenza sto esponendo il mio progetto The Face (s) of NYC, che poi andrà anche in altre città e a breve alla galleria Hands di Vicenza saranno esposte alcune mie foto in occasione di Poetry Vicenza, di un progetto dal titolo War. Per finire, vorrei curare una nuova mostra dal titolo Terra Madre. Ma ora gustiamoci questi meravigliosi momenti di presentazione de L’anima fotografata.

NOUVELLE FACTORY

Il 9 marzo 2018 si è tenuta presso il Leica Store di Milano una delle tappe del tour promozionale de L’Anima Fotografata, un libro scritto da Tania Piazza e ispirato dalle fotografie di Ivano Mercanzin, entrambi vicentini. Edito da Divinafollia, per la collana Fuorionda, il 28 marzo il volume di centocinquanta pagine approderà, insieme ai suoi autori, in provincia di Vicenza, presso la Corte delle Filande a Montecchio Maggiore, dalle 20.30.
L’opera è l’unione di due arti, quella della scrittura e della fotografia. Ma qual è la genesi della storia? “Sono stata io a fare il primo passo, dopo essermi stupita della forza comunicativa delle immagini realizzate da Ivano. Mi è venuta subito voglia di raccontare il mio mondo attraverso quello che mi trasmettevano. Ho preso coraggio e ho contattato Ivano, il quale si è detto subito disponibile a collaborare con me.” Spiega Piazza.
Sono ventotto i racconti animati, componenti il progetto. Ognuno è accompagnato da una fotografia simbolica, spesso in bianco e nero. “Più che sul colore, quello che interessa a me è cogliere una determinata luce. Ecco, cerco di sviluppare una fotografia basata sulle ombre, dunque sulle luci, che sia in grado di risvegliare qualcosa nello spettatore. La copertina del libro ne è un esempio, ma anche la foto (e racconto) che, non a caso, abbiamo chiamato Luce, scattata presso la fornace Venini a Murano (p.108, ndr). Si tratta di un posto molto affascinante in cui ho scattato all’alba, per cercare di fermare la luce di quel momento”, chiosa Mercanzin.
Un altro scatto che dà spunto al racconto In questi giorni mai uguali, colpisce il lettore per i contrasti tonali dati dai giochi di luci e ombre realizzati dal fotografo. “Sono molto legato a questa immagine: essa ritrae un uomo, di spalle, con la testa leggermente inclinata verso il basso, che si incammina verso una porta, come se fosse una via di speranza. Ho concepito lo scatto presso il Convento della Madonna dell’Orto, a Venezia”.
E la Serenissima non è l’unica città immortalata, presente nel libro: si viaggia da Matera fino a Colonia, in Germania, per volare fino a New York, tornando poi in patria, prima a Milano, presso la casa del celebre fotografo Gianni Berengo Gardin, protagonista dell’ultima vicenda dal titolo Vertigine, e, infine, a Sirmione.
L’Anima Fotografata è in vendita presso tutti gli store online, da Ibs a Feltrinelli e nelle librerie, in tutta Italia.


NADIR


SOGNO TRA I LIBRI

CHICCHI DI PENSIERI

LE LETTRICE CONTROCORRENTE

LA FENICE BOOK

EIKON CULTURE da pag. 124 e seguenti


LA LIBRERIA DI BEPPE

IL RUMORE DELLE PAGINE

LA BOTTEGA DEI LIBRI

RAMINGO BLOG

GLI SCRITTORI DELLA PORTA ACCANTO

CHICCHI DI PENSIERI

In questa raccolta di racconti la profondità di parole che scavano dentro l'anima, incontra la bellezza suggestiva e vera contenuta in uno scatto fotografico: ne viene fuori un connubio carico di emozioni e sensazioni che scivolano dagli occhi al cuore.

Questa raccolta comprende 29 racconti e ognuno di essi è introdotto da una fotografia, che ne richiama non tanto il contenuto in sè quanto..."l'anima", l'essenza.
Le storie narrate da Tania Piazza, e rese in immagini da Ivano Mercanzin, giungono al lettore con la leggerezza propria dei pensieri intimi, quelli cui diamo spazio quando siamo soltanto noi, come dei monologhi nei quali la nostra mente diventa un fiume in piena e trascina con sè sentimenti, ricordi, riflessioni, nostalgie, rimpianti, desideri...
A farsi portavoce di tale varietà di stati d'animo sono diversi personaggi, ciascuno con qualcosa che gli grava sul cuore, e che lo spinge a perdersi nei meandri della propria anima, affamata di emozioni, avvinta dalla solitudine o dalla malinconia o dal dolore, a volte schiacciata da un ricordo che non va più via.
Persone come noi, con diversi vissuti alle spalle, con tante fragilità ma anche tanta tenacia e attaccamento alla vita; tutti ugualmente sensibili davanti alla complessità della propria anima.
E così nascono questi brevi racconti, in cui la voce narrante avvolge il lettore nella fiumana dei propri pensieri; basta poco, del resto...: una fotografia, attimi di quotidianità che assumono grandi significati - l'abbraccio di un genitore, l'attesa romantica e struggente dell'oggetto del proprio amore, la natura con la sua sorprendente bellezza, una vecchia cornice da cui guardare il mondo da una prospettiva più vera, più ricca, lontana da ciò che è abitudinario e più vicina a ciò che è in grado, ogni giorno, di stupirci; momenti di solitudine tra piazze e vie così familiari da sentirli come parti di sè
Frammenti di storie di gente comune che allo stesso tempo è speciale, con i suoi problemi, le sue sofferenze: ragazze innamorate, uomini alle prese con "piccoli difetti" del proprio corpo, uomini alla ricerca di briciole d'infinito che li facciano sentire vivi, altri coscienti della propria solitudine in un mondo che l'addita come "diversi"; c'è chi cerca di immortalare sconosciuti, catturandone gli stati d'animo attraverso disegni o fotografie.
E proprio le immagini che arricchiscono questa raccolta contribuiscono a mostrarci, attraverso colori, ombre, sfumature, luci..., ciò che le parole vogliono esprimere e che è nascosto tra le pieghe dell'anima:
"...quelle foto, c’è qualcosa al loro interno che mi smuove l’anima, come un’indagine che scava in profondità in cerca delle emozioni più remote.".
"E dagli occhi, se si imbocca la via giusta, si arriva più in basso, in quel luogo chiamato anima che conosce pochi avventori e per questo si conserva pressoché intatto, nel tempo."
E' una lettura che, seppur scorrevole per linguaggio e per la brevità dei racconti, richiede attenzione, sensibilità, affinchè le parole creino in chi legge immagini, visioni, colori, gesti, sguardi, così da cogliere la poesia che risiede in ciò che è quotidiano e che, forse proprio perchè ne siamo abituati, sembra aver smesso di parlarci, di regalarci nuove riflessioni ed emozioni.
Si tratta di testi connotati da una scrittura profonda; brani introspettivi senza essere "pesanti", anzi, c'è una sottile levità che li attraversa, e in fondo non potrebbe essere diversamente, visto che, di fronte alle difficoltà della vita, la cosa migliore è assumere un atteggiamento di leggerezza, di ironia; sono racconti che mettono in luce le miserie e le sofferenze, le speranze e le malinconie di persone come noi, nelle quali possiamo, in alcuni casi, anche ritrovarci, immedesimarci; ad introdurre il lettore nel mondo intimo di ogni protagonista e della sua storia ci pensano gli scatti di Ivano Mercanzin, come a prepararci per coglierne il cuore, la vera natura, a sentirceli addosso e a figurarceli davanti agli occhi.
Ringrazio l'Autrice Tania Piazza per avermi dato modo di leggere questi racconti ricchi di umanità in cui l'anima, in tutte le sue sfaccettature, è la vera protagonista.


PROGRAMMA PRESENTAZIONI:

09.03.18 ORE 18:30 A MILANO PRESSO LEICA STORE
28.03.18 ORE 20:30 A MONTECCHIO MAGGIORE (VI) PRESSO LE FILANDE
17.04.18 ore 21 A ESTE CIRCOLO FOTOGRAFICO
16.05.18 ASSOCIAZIONE POMODORO - BOLZANO VICENTINO
18.05.18 BIBLIOTECA DI GRISIGNANO DI ZOCCO (VI)
25.05.18 LEICA STORE BOLOGNA
27.06.18 LIONS VICENZA
08.10.18 FOTOCLUB CARTIGLIANO
........ SIRMIONE HOTEL CATULLO
........ FOTOCLUB DI DOLO
.........LEICA STORE BOLOGNA
.........LEICA STORE ROMA
.........LEICA STORE FIRENZE
.........CATANIA
.........BARI
.........TRAPANI
.........NAPOLI



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