Paola Palmaroli mi racconta...

03-11-2016 23:18

Ivano Mercanzin riesce a rendere un luogo straordinario nella sua semplice ed ordinaria espressione spaziale e temporale, lo fa con una naturalezza che incute rispetto e fascinazione, è la sua cifra stilistica, una caratteristica in continua evoluzione che trasforma le sue immagini in narrazioni impareggiabili.
In questo suo scatto la prospettiva ha reso le finestre antiche con le inferriate simili a degli occhi che stanno per chiudersi per la stanchezza ma ancora mantengono viva la loro curiosità di scorgere chi sta camminando oltre quel fossato.
Finestre come occhi appesantiti dal tempo ma non dal desiderio di appartenere sia alla costruzione dove sono incastonate che allo sguardo delle persone che vi passano accanto riconoscendo in un buio invitante il mistero della notte che li sta vestendo ed abbracciando con infinita dolcezza.
In questo scatto accade che il giorno pur avendo rinunciato alla luce del sole abbia chiesto alla la sera di farsi rinchiudere negli occhi della notte per scoprirne la magia indissolubile. Il muretto invita i passanti e chi osserva dall'esterno la scena a seguire una direzione ben precisa ed ha raggiungere le luci accanto alle case che per tutta la notte riusciranno a trasformare quel luogo in un incantamento rotto solo dal suono dei passi di chi vuole rinunciare al sonno pur di rimanere vivo e percepire il pulsare del buio più assoluto. Una città ed il suo desiderio di rimanere sveglia come il cuore di chi la abita, le luci questo raccontano ed Ivano Mercanzin le ha fatte sue in questo delicato scenario dove tutti noi vorremmo passeggiare prima di coricarci. L'autore riesce a farci percepire le voci morbide di chi si sta attardando, il profumo dell'aria quando ancora non fa freddo e la notte indossa tutti gli umori di chi la respira e la impregna di sè. Il buio non appare come incombente ma come un fluire pacato di un tempo a portata di mano di chiunque voglia farlo suo con quella calma che le figure umane lasciano trasparire dal loro incedere. Qualcuno li potrebbe definire sarcasticamente dei nottambuli perditempo, invece insieme alle luci ed al tempo loro si rivestono di quell'incantamento assoluto che ci incute timore e curiosità.

La notte è una seconda pelle, gli esseri viventi si godono una scena delicatissima e sognante dove regna armonia, comprese le finestre delle case, palpebre abbassate per riposare dopo una giornata di luce e di lavoro. Le chiacchiere serali, prima che tutto taccia si fondono con una prospettiva che l'autore dello scatto ha abilmente scelto ed evidenziato per comunicarci una serenità composta apparentemente di poco ma al contrario ricolma di un tutto che giunge fino alla nostra anima.
Come non evocare certe voci che sorridono mentre si fanno udire allontanandosi piano piano dalle case insieme ai passi che le sostengono? Indimenticabile atmosfera e gioco di luci ed ombre, il buio si veste di un cuore rassicurante che Ivano Mercanzin ha continuato a far battere nel suo scatto attraverso una miriadi di dettagli preziosi.

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