1 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
2 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
3 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
4 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
5 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
6 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
7 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
8 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
9 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
10 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
11 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
12 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
13 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
14 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
15 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
16 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
17 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options
18 / 18 prev / next pause play enlarge slideshow
Options

portfolio 1-192 in memoria di Juan Pablo Morìs Crespo ( 11.03.2004 ore 7:39 - anni 32)

Progetto 192 di Ciro Prota

Il“Progetto CentoNovantaDue” fonde la vita,la morte,la pietà e l’accusa.
192 fotografie e 192 nomi,quelli delle vittime dell’attentato nei treni dei pendolari di Madrid,l’11 marzo 2004.
192 fotografie in bianconero. Una fotografia per ogni vittima, e il nome di ognuno di loro “dentro“ l’immagine, scritto su un foglio,su una mano,su uno scalino,su un sedile del treno, nella panchina della stazione, o altro ancora. Sarà la fotografia a deciderlo volta per volta,sarà il nome a chiederlo volta per volta,a creare la situazione fotografica.
----------------------------------------------------
La mia foto non è stata ammessa.
Le regole erano chiare.
Ma la passione era vera, e lo è ancora.
Un progetto interessante,coinvolgente,emotivamente forte.
Con passione ho dedicato tempo, non ho aspettato l'ultimo momento,
ho pensato, mi sono lasciato coinvolgere.
Finalmente gli scatti, non uno ma 10,20 interessanti forse , e non solo a mio dire.
Poi la scelta , notti a pensare 20, 10, 5, 2, e poi quale l'una o l'altra.
Taluni per l'una io per l'altra. Ho deciso , l'invio e poi l'attesa.
Oggi la mia foto non c'è, Ciro ha scelto diversamente, era nelle regole.
Ma non importa, mi dico, guardando quello splendido libro dove non ci sono, dove avrei potuto esserci, e allora mi consolo e penso che comunque rimangono le mie foto, solo mie.
E il ricordo di quel giorno di quando solo in una piccola stazione di paese la gente mi guardava strano mentre appendevo o stracciavo per terra quel nome e lo fotografavo, ecco quel ricordo sarà sempre con me, tra le mie emozioni più forti.
Quel ricordo, quel nome e quelle foto ora indissolubili.
Ivano Mercanzin
--------------------------------------------------------------------------------------------
PORTFOLIO 1-192 – dedicato a Juan Pablo Crespo
di Giuseppe Iovio (amico e pittore)

Dicembre 2013, ore 23 , dopo-pizza.
Ragazzi, ci sollecita Ivano, andiamo a fotografare la “stazione” !?
Intuendo qualche suo progetto, gli chiedo se anche una vista su semplici e diritti binari può andare bene.
Ci incamminiamo versa questa nuova avventura fotografica.
E via con gli scatti, e fai da “modello”, e spostiamoci ,e primi piani, e le messe a fuoco, e i tempi, e le linee, e la luce, e ,e, e, e, e quanta fatica ! Pensavo tra me e me, ormai sempre più infreddolito: meglio la pittura ,senza tutto questo andirivieni, queste macchine che si prendono, si ripongono, si riprendono, il cavalletto da spostare, alzare , abbassare!
Per che cosa poi : un click ! e .…tutto da rifare.
Dopo qualche giorno la cosa si fa seria : Ivano finalmente ci mette al corrente del tema fotografico che sta sviluppando.
Si tratta di un progetto denominato “Progetto CentoNovantaDue” a cura di Ciro Prota : ogni fotografo ha solo un nome di una delle vittime dell’attentato al treno di Madrid , 11 marzo 2004, e deve presentare una sola fotografia a “memoria” della vittima .
Il progetto improvvisamente è diventato anche un po’ nostro.
Così, con sempre maggiore entusiasmo, dedichiamo altre ore a cercare una nuova inquadratura,un nuovo particolare , nuove linee di orizzonte.
Una mattina ci incontriamo al caffè e compare una bella serie di fotografie, rigorosamente in bianco e nero.
Appaiono scorci di piccole stazioni, binari, vagoni , geometriche file di mattonelle di altri tempi, porte socchiuse su improbabili “sale d’aspetto”,intonaci scalfiti.
Figure solitarie, immobili, al limite.
Il treno, laggiù nella foschia, non si vede.
Misteriosa presenza.
All’improvviso eccolo che danza sull’acciaio lucido del binario,potente bisonte ferroso : sembra voler svellere tutto, affermare la sua velocità, abbattere i dubbi dell’attesa.
La stretta della mano imbianca le nocche, al bambino sembra di prendere il volo nel vortice fresco dell’aria.
Poi , il tempo di uno scatto, una luce e niente più.
Resta sospeso il vetro trafitto sulla pensilina : pace a te , Juan Pablo Morìs Crespo, sconosciuto amico.

loading