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Lio Piccolo

date » 16-06-2019 07:46

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tags » poesia, poesie, lieto colle, lio piccolo, lino roncali, fotografie,

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Lio Piccolo
poesie di Lino Roncali
immagini di Ivano Mercanzin
collana soloventi
editore LietoColle

A questo link il progetto fotografico completo

per acquistare il libro


INTRODUZIONE DI GIAN MARIO VILLALTA

Un lido dell'io

Lino Roncali ha scritto, serbato, riscritto queste poesie per un tempo lungo abbastanza per far sì che diventino parte della memoria, e non soltanto resoconto dell'esperienza. Per questo hanno il sapore di un vissuto che non è solo incontro con un luogo e sorpresa per la sua unicità.
Nella nostra esistenza attuale, che ci invita al turismo (sotto ogni suo aspetto), spesso è fastidiosa la presunzione che un altrove sia sufficiente a parlare di sé in quella forma dell'interrogazione, che è propria della poesia, dove l'io è chiamato a restituire all'esperienza una voce non effimera, radicata nel tempo.
Una voce ferma e disarmata, ironica senza darlo troppo a vedere, nostalgica ma di una nostalgia epurata di ogni sentimentalismo è quella che incontriamo in questi componimenti. E ben corrisponde alle immagini che la accompagnano, di Ivano Mercanzin, che fruttano un gioco di parole esplicito con il toponimo di riferimento: Lio piccolo e L'io piccolo, parola e immagine, si contendono evocazione e conoscenza, piacere della forma e margini di riflessione.
Lio piccolo è un'isola della laguna veneta, anzi un insieme di isolotti separati da canali molto stretti, collegati da ponti. È vicino a Cavallino, a Treporti; vale a dire che a pochi minuti di barca o di traghetto c'è Venezia. È quasi necessario immaginare Venezia, appena dietro lo sguardo. Venezia di souvenir e B&B, Venezia spopolata e invasa ogni giorno, Venezia con la sua eterna magnificenza dell'arte e il suo eterno carnevale del turismo. Roncali e Mercanzin non ne fanno menzione, puntano tutto sulla possibilità di questo luogo altro di essere soltanto se stesso. Una marginalità che è persistenza, non si vanta della sua singolarità, non si lamenta dell'isolamento.
Lio è una contrazione locale della parola lido. L'io è una funzione grammaticale che mette in evidenza il soggetto della parola. Un piccolo lido incontra un soggetto che restringe i propri confini, li fa aderire al tempo, alle cose, agli accadimenti che lo coinvolgono. Nessuna polemica con il presente, che vuole per ogni cosa, per ogni esperienza e per ogni soggetto un superlativo. Nessuna polemica ma il fermo raccoglimento intorno a quanto dell'esperienza può diventare vita propria, unica, senso che si fa della vita vivendo.
Spesso abbiamo letto, abbiamo sentito dire che tale o tal altro libro di poesia è un “diario”. Il senso è intuitivo. Ma ci siamo mai chiesti che rapporto c'è tra un vero diario (come vuole la definizione, un susseguirsi di note legate a una data) e il lavoro della poesia, che richiede meditazione, ritorni nel tempo, riscritture? Allora possiamo dire che quello di Roncali è un diario delle sue gite a Lio piccolo, un posto che è una singolarità, il contrario di un non-luogo, nonostante la sua distanza da pochi raggiunta, la sua vita che ha ritmi e forme non allineate a un presente che uniforma ogni comportamento. Un super-luogo, in un certo senso. La lievità, la sincerità che ci convince in questi componimenti, è però proprio la mancanza della prevedibile retorica del super luogo. Roncali trasforma il diario delle sue gite (lo dico così, con un voluto abbassamento, con l'espresso fastidio che una tale proposta mi arrecherebbe) in un abbandono al richiamo che queste sue visite (con questa parola, le gite si trasformano in relazione personale) rivolgono alla sua vita, che è altrove da qui, ma qui trova confronto e pensiero, una parola che sente propria. Visitando Lio piccolo, Roncali accetta di venirne a sua volta visitato. Senza enfasi. Senza proclami. Ma il suo sguardo si affina, il suo stare diventa esigente per il suo comprendere, prima di tutto se stesso, senza mai parlare di se stesso con enfasi.
Ecco che allora anche noi, percorrendo le pagine di questo piccolo libro, sentiamo di visitare e di essere visitati (mai invasi, mai urtati) un altrove che - in fondo - riconosciamo ancora parte della nostra coscienza e della vita quotidiana. Un altrove che ritroviamo nella nostra vita quotidiana anche dove e quando è troppo piena, assediata da troppo altro.
C'è dell'intelligenza, certo. C'è dell'artigianato. C'era il rischio di riproporre in termini attuali ciò che un tempo si chiamava “bozzettismo”. Ma i pregiudizi si formano e si sciolgono: resta un piccolo libro che torneremo a sfogliare e che sapremo dove si trova a casa nostra. Dove potremo ritrovarlo.




















PRESS: IL FOTOGRAFO - mani e viso

date » 24-11-2019 18:33

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PRESS: IL FOTOGRAFO - la gioia

date » 24-11-2019 18:32

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PRESS: Eikon Culture Magazine

date » 24-11-2019 18:19

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clicca qui pag.124-125-126

PRESS: Eugenio Marzotto ritratto per il libro "Sto bene qui"

date » 24-11-2019 18:07

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Dialogo breve tra lo scrittore e il fotografo.
(Eugenio Marzotto e Ivano Mercanzin)

L’occasione: il ritratto per il libro “Sto bene qui” uscito in questi giorni.

Scrittore:
La forza della foto non è il soggetto ma il racconto scritto da quel soggetto. È come se i personaggi e gli ambienti noir si fossero impossessati di me e viceversa e tu l’hai visto, immortalato, rappresentato non con la tecnica ma con il cuore. Hai letto oltre l’obiettivo, perforato con uno scatto il mio volto per proiettarlo sul libro. Non so come tu abbia fatto, forse per affinità. I ritratti di copertina di solito sono una semplice rappresentazione dell’autore, qui tu sei andato oltre con mio grande stupore. Devo capire se quella foto da dannato è adatta ad un pubblico che io spero sarà eterogeneo e non solo ai balordi come me.

Fotografo:
Sfogliavo le varie foto e quando mi sono imbattuto in questa mi ha attirato con forza a sé e ho subito pensato : chi è Danny? ovviamente l'analogia è stata immediata, senza pensarci, ho collegato immediatamente il ritratto al protagonista del tuo libro, pur conoscendo di fatto poco o nulla se non la sinossi. Quasi come se mi fossi immaginato quello che poi tu hai scritto nel messaggio. Pensavo come spesso accade che un libro di fatto racconta di sé e ti permette di vestire ruoli diversi dando ampio sfogo al tuo sentire nel far vivere i vari personaggi, come se tutti appartenessero alle molte sfaccettature del proprio animo e grazie alla scrittura fai esistere e aiuta a comprenderti. Quando scatti un ritratto non arriva subito la foto "giusta" devi ascoltare la persona che ti sta davanti, devi "sentirla" e anche se apparentemente potresti sembrare sereno e calmo, sei invece in tensione, con tutti i sensi all'erta pronto a catturare il momento. E senti l'empatia. Con te è stato facile, sembravamo entrambi già pronti, quasi collaudati o forse perchè entrambi consci dell'importanza del momento e con reciproca fiducia. Infatti tantissimi scatti sono veramente "buoni" e di ottimo livello. Tutti che raccontano qualcosa di te. Come se fossi riuscito a immortalare le molte "anime" che ognuno di noi ha.

Sirmione di notte

date » 24-11-2019 17:32

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Sirmione
marzo 2019

La contrapposizione tra le luci all'orizzonte dei centri abitati e la presenza degli alberi scarnificati dalla stagione e dal clima che paiono osservare la scena stupiti da quell'incendio di vita che cerca di superare la notte imminente rende il tuo scatto Ivano di una bellezza senza pari.
Non figure umane ma presenze che stabiliscono la loro duratura attenzione come se in un teatro ideale due o tre spettatori non si alzassero mai alla fine di uno spettacolo ma rimanessero in attesa del successivo. Il bianco e nero come sempre accentua le emozioni che invii con il tuo sguardo attento sulla realtà circostante e quei rami protesi finiscono per sembrare braccia pronte a far festa ad un tempo senza tempo dove la luce è la sovrana indiscussa del mondo circostante.
(Paola Palmaroli)

notte a Borghetto

date » 17-11-2018 01:30

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Quale mese più mistico ed affascinante di novembre si può far proprio fotografando la sua intima atmosfera? Pochi altri momenti dell'anno solare sono così influenzabili dalla nebbia e dalla notte. Si rallenta il passo, i pensieri appaiono più cadenzati ed in sintonia con il movimento di ogni muscolo del corpo, il respiro diventa più profondo, lo sguardo si sofferma sulle ombre trovandole ancor più intense nel controluce che le disegna. In questo scatto la presenza delle due figure umane è di una bellezza senza pari. La profondità dei piani visivi ci fa ascoltare i loro sussurri, la voce dell'aria con l'eco della sua evanescenza che appare simile ad un aerosol di grazia e di malinconia. Quella stessa dolcezza che alleggerisce i pensieri ed i passi, le emozioni e le azioni. Qui tutto appare fermo ma è invece in continuo movimento, una lentezza che nutre corpo ed anima e rende le sere e le notti più vive dei giorni stessi. Stupendo momento e visione Ivano, ammiro!
(Paola Palmaroli - novembre 2018 )

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Windows

date » 24-10-2018 23:05

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Sezione: Windows
Selezione: Paola Palmaro
Evidenza del 22/10/2018
Motivazione:
Riesci a guardare ogni luogo che sia in interni od in esterni con gli occhi ansiosi ed affascinati della prima volta rimuovendo ogni dettaglio inutile dalla scena per spingerci a cogliere quel che tu hai percepito e reso visibile fotograficamente con enfasi.
Da una finestra aperta pronta ad affacciarsi su quelle di fronte con i tetti e le grondaie che si inerpicano verso abbaini e mansarde tutta l'atmosfera mostra un'armonia di piani visivi che la luce rende indimenticabili.
Grazie per la tua condivisione!

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Bagno Vignoni

date » 24-10-2018 23:02

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Bagno Vignoni (SI)
Nota dell'autore dello scatto.

Ci sono luoghi sulla terra che non hanno tempo, non sono ne un "ieri", ne un "oggi", ne un "domani", solo un sempre declinato dall'emozione di incontrare quell'angolo di mondo custodito dentro il proprio cuore e continuamente ravvivato dal desiderio di farne parte, di esserci anima e corpo.
Beh, se volevi trasmetterci tutto questo Ivano, ci sei riuscito e non solo: hai colto una bellezza semplicemente disarmante, come certi volti acqua e sapone che ti dicono tutto senza aprire bocca ma sorridendoti dai recessi dell'anima. Devi amarlo molto questo angolo di terra dove il cielo accarezza ciò che l'uomo ha cesellato con cura e dove anime come la tua si ritrovano sempre come se fossero appena nate, in quel preciso istante in cui gli occhi si sono messi in relazione con lo spazio emozionale che dilaga oltre i confini stessi stabiliti dalla fotografia e dal punto visivo in cui hai deciso di scattare.
Più guardo questa tua fotografia e più capisco come la natura umana sia consapevole di quanto quella che ci circonda sia fondamentale, una pietra angolare per ogni esistenza e vissuto. Il tuo è inscritto in luoghi dove il bianco e nero ci descrivono lo spirito con cui li vivi. Non attraversi mai semplicemente uno spazio tu lo abiti anima e corpo e questo si sente in ogni tua visione. Grazie per averci donato uno squarcio di infinito in un quadro dove la cornice si dissolve per darci la possibilità di estendere oltre i confini del visibile quel che tu hai visto e sentito e noi con te continuiamo a percepire viaggiando idealmente con il tuo sguardo.
(Paola Palmaroli)

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