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Lungotevere

date » 13-11-2014 07:07

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Appoggiarsi a quel muretto ed attendere il cammino della luce, del tempo, di una stagione che sa cosa vuol dire moirire e rinascere allo stesso tempo. Ascoltare la corrente di un fiume dietro le proprie spalle, osservare l'incedere altrui e farlo proprio, tutto questo rivela bellezza e malinconia allo stesso tempo, eppure a volte la nostalgia sa vestire le emozioni come una fotografia in bianco e nero che ne fissa l'essenza ed il ritmo! Stupenda questa tua visione.
Paola Palmaroli

Un mondo che ti sorregge e ti avvolge con braccia protettive...desiderare di essere in quel mondo, lontano dal frastuono della vita meccanica che pulsa al di là dei platani, facendosi cullare dal lento scorrere di un fiume che appare e scompare tra le foglie... certamente una lettura intimistica che da frequentatore di quella spalletta riconosco in questo scatto...il bianconero che toglie ogni cartolinesca oggettività a quei rami contribuisce a rafforzare il senso protettivo del luogo...
Marco Romualdi

BUM - Berga Urban Museum

date » 20-10-2014 07:31

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La sobrietà del luogo, l'essenzialità del bianco e nero rendono questo tuo scatto elegante e di un fascino quasi cinematografico, Mi rammenta certe scene di Antonioni, una sintesi tra spazio e mente, tra tempo e vissuto che qui è forza compositiva, è una fotografia in bianco e nero che si ammira e si guarda a lungo cercando di comprendere dove e come tutto ciò si insinua nello sguardo e rimane nella mente!
Paola Palmaroli

Concorsi:notte di note ( Stage Mood 4tet ) - Sirmione Award 2014 (art.2) - terzo premio foto in bianco e nero

date » 01-09-2014 01:19

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Gli incontri nascono così... forse per caso, forse perchè era già stato scritto. O forse perchè .... chissà.
Sono infinitamente onorato assieme agli Stage Mood 4tet di aver portato fortuna a IVANO con questa fotografia.
A dicembre verrà esposta presso il Palazzo Callas di Sirmione.
Marco Biasetti Official

Grazie Marco, una città come Sirmione ha angoli infiniti di straordinaria bellezza, e mi chiedevo come riuscire a trasmettere "l'atmosfera" di una serata al lago. Non la puoi rendere solo con le architetture o il paesaggio, pensavo alla gente che la anima, alla piazza gremita, alle note della "tua" musica che si espandevano nell'aria e che rendevano tutti "uniti" nell'ascolto...ed ecco apparire voi ...e in un fotogramma...il piccolo racconto....
Ivano Mercanzin Photography


Concorsi: notte di note ( Stage Mood 4tet ) - Sirmione Award 2014 - (art.1) terzo premio foto in bianco e nero

date » 31-08-2014 01:16

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Notte di note...note di musica che si accompagnano a quelle più profonde di una magica bellezza! E sorprende il fascinoso senso di caotica ma serena confusione che l'immagine esprime attraverso, e non solo, il fantastico gioco della luce e degli intensi bellissimi rapporti tonali (cantano insieme alla musica!) ma soprattutto per mezzo e in virtù (e che meravigliosa virtù!) di questo splendido incisivo dettaglio -quasi iper-realista che diventa quasi visionario -, questa sua assoluta, fantastica cristallina bellezza. Lo stesso punto di vista che prende di spalle i musicisti, aprendosi sia ai colpi della luce delle finestre dei negozi dei fari stradali sia alla piazza stessa affollata di spettatori, riesce ad esprimere la stessa emozione di ludica festa che probabilmente assale le persone che seguono allegramente il piacevole spettacolo. Si sente il profumo dell'atmosfera paesana, il suono che si alza nell'aria ma soprattutto si avverte l'emozione e la sensibilità di chi ha ripreso la scena perchè chiusa in una splendida, totale quanto amorevole poesia.
Lorenzo Crinelli

Bello il punto di ripresa inconsueto per questa notte di note. L'autore ci regala una visione particolare della serata, che non è neppure quella dei musicisti ma va oltre, come fosse un'entità estranea che vigila e controlla. Particolare il trattamento di post con questo bn molto contrastato e nitido che fa sembrare in 3D i musicisti. Bravo !
Stefano Landi

PRESS: FOTO-NOTIZIARIO agosto 2014

date » 19-08-2014 22:46

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Ivano Mercanzin

By Davide Grilli / 21 giugno 2014

Un fotografo che filtra, isola e cristallizza ogni cosa che attrae la sua attenzione con luci, ombre, figure, segni, graffiti, bianco e nero e colore

Quando si parla di un fotografo sono le sue foto a parlare della sua opera, ma nel caso di Ivano Mercanzin sono le parole di Lorenzo Crinelli, pittore e grafico, a fotografare perfettamente il suo mondo fatto di luci, ombre, colore, bianco e nero, un mondo che lo travolge e che cristallizza come un’alchimista con immagini che catturano ogni cosa che attrae la sua attenzione. “Ivano Mercanzin è uomo e fotografo di grande sensibilità, intelligenza e raffinata cultura e lo si avverte bene nei suoi racconti; alterna immagini fotografiche di “difficile” e non immediata lettura, perché intrise di decisi rimandi culturali, a spiazzanti, modernissime e raggelate architetture (ma che sempre fanno parte del suo mondo), a foto di “piccole cose”, a racconti fragili, semplici che solo i “grandi”, e solo loro lo possano fare, sanno raccontarle con la poesia che spesso è loro dovuta. E questo suo piccolo mondo di sentimenti e di cose elementari se non è il solo che sembra prediligere certo lo coinvolge nel sentirlo profondamente suo; sembra quasi una memoria del suo passato, un ricordo, qualcosa che è dentro di lui come presenza. E’ il tornare lì con il proprio sentimento; è per lui come guardare una vecchia foto di famiglia e ritrovare magicamente se stessi e il proprio passato ma anche il presente.”

Come lui stesso racconta nel suo sito personale, è “approdato” nel mondo della fotografia il 31 dicembre 2011, un mondo che lo travolge e che rappresenta attraverso i suoi scatti. Ivano Mercanzini è anche il fondatore di i-mag, un luogo virtuale dove incontrare fotografi, pittori, scrittori, lettori etc. noti e meno noti, dove leggere curiosità, storie, una piazza dove raccontarsi le proprie passioni. Ma lasciamo parlare ora qualche sua immagine:

(per leggere l'articolo completo, cliccare qui)

FRAME

date » 12-07-2014 15:18

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Questo scatto è davvero un capolavoro caro Ivano. Una fantastica distribuzione dei soggetti all'interno dello scatto, dei contorni netti che separano gli edifici dal cielo creando un efficace contrasto fra le diverse texture, e un bianco e nero che enfatizza le luci e le ombre dando una dimensione profonda al tutto. È sempre un piacere poter commentare scatti di questo calibro. Bravo.
Roberto Pireddu

rosa in bianco e nero

date » 01-05-2014 12:41

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In occasione delle giornata contro la violenza sulle donne ( clicca qui)


Rosa in bianco e nero

E’ rimasto solo lui
questi spicchi di colore rosa
Il resto, un bianco e nero
Uniforme ,banale ,piatto, incolore.
Perché e ‘ successo?
Cosa ho sbagliato?
il coro assillante delle domande
carambola nella mai mente
echeggia tra le pieghe delle mie paure
Ma ormai e’ tardi
Troppi lividi, troppi squarci,
troppo di tutto
Mi hai cancellato,
Trasformata in nulla.
La paura addosso ,
avvolge la mia pelle ferita, annerita ,
livida delle tue domande,
dei tuoi dubbi,
che sono solo costruzioni malate della tua mente.
Domande che rimangono senza risposta
perche’ la mia bocca non si apre
e’ paralizzata , con un rivolo della tua violenza.
Ma ora basta !
Questa “cosa” malata , viziata ,
che tu ostini a chiamare amore
ora e’ solo dolore, amarezza, tristezza
anche se solo ora finalmente “vedo”
perche’ tu sai come medicare le mie ferite,
ma ora non c’e’ più tempo, si e’ accartocciato
il ponte in bianco e nero si avvicina
appoggio l’ombrello, gli spicchi di colore rosa,
ed ecco che…..
fluttuo nell’aria, leggera, svolazzante come una figura di Chagall
e vedo la mia vita
mi accorgo del punto esatto in cui si e’ inceppata
e da lì riparto, anzi un fotogramma prima, e devìo il percorso
e un’altra vita mi apparre
un altro ieri un altro oggi
Ad un tratto mi riprendo, torno in me
e ora anche il bianco e nero e’ diventato rosa
e un nuovo domani ora colora il mio percorso.

Ivano Mercanzin
Marzo 2013

uno sguardo altrove

date » 19-04-2014 11:18

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Mi piace tutto, ma proprio tutto di questa immagine: la prospettiva è fantastica, dalle finestre aperte in basso si sale verso quelle chiuse sotto il tetto fino a raggiungere i camini ed un cielo lattescente che più inquietante di così non si può rendere. Le persiane sembrano ciglia e le finestre occhi, le mura rovinate dalle intemperie, con i segni dell'usura e dell'umidità si protendono verso una luce che pare fatichi a raggiungerle. Si comprende che la casa è abitata e non solo dai vasi di fiori sui bordi esterni delle finestre ma in bianco e nero quest'immagine risulta affascinante proprio per quel misto di presenza e di assenza che il taglio da te dato alla foto potenzia. L'angolatura al centro fa sembrare la casa un libro pronto a chiudersi, vite che abitano e diventano parte di quella casa in determinate ore del giorno e della notte, che si chiudono in quelle stanze fino a fondersi con la struttura stessa delle loro abitazioni. Occhi che si aprono a fatica, finestre che si schiudono senza vedere nulla di diverso da quelle mura, ecco dove risiede l'inquietudine di cui accennavo, sei stato abilissimo in questo1 Complimenti Ivano Mercanzin, uno sguardo altrove, e che altrove!!
(Paola Palmaroli)

Uno sguardo altrove…c’è da chiedersi dove effettivamente si possa guardare e si ha l’impressione che l’unico sguardo possibile sia stato quello che tu hai dato lasciando alla fantasia di correre sulla prospettiva delle pareti verso la luminosità del cielo. Questa foto è idea e la sua ripresa è la bellezza stessa dell’immagine che scavalca la “triste” realtà di queste costruzioni.

(Lorenzo Crinelli)
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