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Venezia a colori

date » 25-02-2015 23:54

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Come non addormentarsi con negli occhi una scena di tale grazia, non perchè pregna di romanticismo, tutt'altro! Venezia può essere tutto ed il contrario di tutto in tal senso! Mi ha colpito questo tuo scatto per quel candore feroce che la corrente dell'acqua invita a prendere in considerazione, quel "panta rei" che ci indica quanto l'amore scorra e muti, che sia foriero di attimi indimenticabili e nello stesso tempo stia a noi farlo invecchiare bene, al meglio delle sue possibilità! Tutto muta o scorre, emerge o sprofonda, si trasforma nel bene come nel male. Adoro questa tua immagine perchè non indulge nella tentazione di mostrarci solo il lato più luminoso dell'incantamento amoroso. La scalinata, il vento,la stessa corrente dell'acqua.....le due figure di schiena, l'imbarcazione, promettono fatica e brividi di freddo, un costante lavorio per fendere la superficie ed andare in profondità, una quotidiana promessa concentrata sulle piccole cose. Forse, e sottolineo "forse", la magia di un incontro risiede nel risalire insieme la corrente della quotidianità, di trasformare il freddo in una sferzata di energia, il silenzio in parole pregne di significato, l'attesa in un guardare insieme verso lo stesso punto. Questo mi hai suggerito con il tuo scatto e te ne sono grata. Con estremo pudore ed incisivitò la scena che di hai descritto, secondo me, esprime la vera essenza dell'amore: "esserci", nonostante tutto, l'uno per l'altra, a volte faticando e rabbrividendo, altre con più entusiasmo e calore. Sempre avvolti dalla pazienza che possiedono le piccole/grandi emozioni e quel che resta di ogni giorno vivendole senza gridarle ne urlarle, lasciandole fluire e scorrere dentro di noi come la coppia pare stia facendo nell'istante in cui l'hai fissata per sempre nel tuo scatto!
Paola Palmaroli

Di grande pregio Ivano: è un luogo che ho visto mille volte, di cui par quasi impossibile, nel reale, cogliere magie... Eppure, ritratto con semplicità, per pochi elementi formali, cromie, rappresentazione dello spazio, diventa qui gravido di poesia....
Francesco Merenda

PRESS: Il Fotografo n. 265 novembre 2014 pag. 54 contest: UN VERSO, UNA FOTO

date » 27-10-2014 22:15

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Poesia di Salvatore Fittipaldi –

Cosa ti dirò -

Cosa ti dirò
cosa ti dirò che tu già non sai

quando te lo dirò: quando ti dirò

quello che ti dirà l’anima mia:

quando ti dirò tutto di me

guardami negli occhi:

sotto questa luna in apogeo

di me ti dirò l’indicibile e il mai detto:

ti dirò quello che solo a te dirò

così come solo il cuore sa capire:



Photokina 2014 - Leica Gallery

date » 28-09-2014 11:11

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Un bellissimo " classico" su cui però bisogna riflettere: grande equilibrio tecnico e visivo, profondo e misurato ma splendido senso dello spazio, perfetto rapportarsi dei toni di grigi e magie della luce e dell'ombra...poi il tocco, la sapienza e la capacità di vedere e fermare; l'effetto ottico di movimento, basculante e oscillatorio, dei quadri che sembrano correre sulle parete; la posizione ferma quasi surreale nella spiazzante ferma posizione in cui sono state riprese in maniera sincronica le figure con quella della donna, che qualsiasi cosa faccia, sembra una ricamatrice uscita da un quadro di Vermeer. E tutto unito nella lucida metrica di una dimensione e situazione che si trasforma grazie anche allo spazio in immagine metafisica dove la visione, ma anche la realtà fisica del luogo, divengono la grande poesia di una attimo emotivo vissuto in prima persona. L’immagine supera se stessa e diventa visione. Una splendida foto.
Lorenzo Crinelli

prospettive in movimento

date » 06-09-2014 18:55

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C'è il bel punto di ripresa con la lunga descrittiva prospettiva che apre alla piazza, il pulviscolare ed articolato dettaglio, una bella ombra che crea fantastiche suggestioni riversandosi tuttavia nella luce magica e bellissima: cose da bravo attento fotografo, però...c'è qualcosa che solo e soltanto chi sa cogliere l'attimo giusto, il momento che diventa emozione, per fermare le piccole cose nella loro giusta misura le trasforma in poesia visiva. L'attimo magico che interrompe il silenzio, l'incantato silenzio attraverso il ritmico passo di un piccola figura che si apre allo spettacolo della solare luce e alla bellezza del luogo e con la sua presenza rompe un equilibrio fotografico soltanto estetico per trasformarlo in lirico racconto di una piccola storia di quotidiana limpida memoria.
Lorenzo Crinelli

Concorsi: notte di note ( Stage Mood 4tet ) - Sirmione Award 2014 - (art.1) terzo premio foto in bianco e nero

date » 31-08-2014 01:16

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Notte di note...note di musica che si accompagnano a quelle più profonde di una magica bellezza! E sorprende il fascinoso senso di caotica ma serena confusione che l'immagine esprime attraverso, e non solo, il fantastico gioco della luce e degli intensi bellissimi rapporti tonali (cantano insieme alla musica!) ma soprattutto per mezzo e in virtù (e che meravigliosa virtù!) di questo splendido incisivo dettaglio -quasi iper-realista che diventa quasi visionario -, questa sua assoluta, fantastica cristallina bellezza. Lo stesso punto di vista che prende di spalle i musicisti, aprendosi sia ai colpi della luce delle finestre dei negozi dei fari stradali sia alla piazza stessa affollata di spettatori, riesce ad esprimere la stessa emozione di ludica festa che probabilmente assale le persone che seguono allegramente il piacevole spettacolo. Si sente il profumo dell'atmosfera paesana, il suono che si alza nell'aria ma soprattutto si avverte l'emozione e la sensibilità di chi ha ripreso la scena perchè chiusa in una splendida, totale quanto amorevole poesia.
Lorenzo Crinelli

Bello il punto di ripresa inconsueto per questa notte di note. L'autore ci regala una visione particolare della serata, che non è neppure quella dei musicisti ma va oltre, come fosse un'entità estranea che vigila e controlla. Particolare il trattamento di post con questo bn molto contrastato e nitido che fa sembrare in 3D i musicisti. Bravo !
Stefano Landi

PRESS: FOTO-NOTIZIARIO agosto 2014

date » 19-08-2014 22:46

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Ivano Mercanzin

By Davide Grilli / 21 giugno 2014

Un fotografo che filtra, isola e cristallizza ogni cosa che attrae la sua attenzione con luci, ombre, figure, segni, graffiti, bianco e nero e colore

Quando si parla di un fotografo sono le sue foto a parlare della sua opera, ma nel caso di Ivano Mercanzin sono le parole di Lorenzo Crinelli, pittore e grafico, a fotografare perfettamente il suo mondo fatto di luci, ombre, colore, bianco e nero, un mondo che lo travolge e che cristallizza come un’alchimista con immagini che catturano ogni cosa che attrae la sua attenzione. “Ivano Mercanzin è uomo e fotografo di grande sensibilità, intelligenza e raffinata cultura e lo si avverte bene nei suoi racconti; alterna immagini fotografiche di “difficile” e non immediata lettura, perché intrise di decisi rimandi culturali, a spiazzanti, modernissime e raggelate architetture (ma che sempre fanno parte del suo mondo), a foto di “piccole cose”, a racconti fragili, semplici che solo i “grandi”, e solo loro lo possano fare, sanno raccontarle con la poesia che spesso è loro dovuta. E questo suo piccolo mondo di sentimenti e di cose elementari se non è il solo che sembra prediligere certo lo coinvolge nel sentirlo profondamente suo; sembra quasi una memoria del suo passato, un ricordo, qualcosa che è dentro di lui come presenza. E’ il tornare lì con il proprio sentimento; è per lui come guardare una vecchia foto di famiglia e ritrovare magicamente se stessi e il proprio passato ma anche il presente.”

Come lui stesso racconta nel suo sito personale, è “approdato” nel mondo della fotografia il 31 dicembre 2011, un mondo che lo travolge e che rappresenta attraverso i suoi scatti. Ivano Mercanzini è anche il fondatore di i-mag, un luogo virtuale dove incontrare fotografi, pittori, scrittori, lettori etc. noti e meno noti, dove leggere curiosità, storie, una piazza dove raccontarsi le proprie passioni. Ma lasciamo parlare ora qualche sua immagine:

(per leggere l'articolo completo, cliccare qui)

al civico 1

date » 10-08-2014 23:59

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Diverse forme, luci ed ombre che interagiscono per definire uno spazio definito da un numero, contrappeso essenziale per lasciare una traccia e farsi trovare, scritto a mano sul muro con tratto veloce e nervoso. Ogni volta che incontro un tuo scatto mi rendo conto che senza poesia ed ironia saremmo veramente poca cosa come esseri viventi!
Paola Palmaroli

metafisica surreale

date » 29-07-2014 22:23

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Il silenzio e l'equilibrio "assoluto", scandito dello spazio assente del muro e da quello del prato, che caratterizza l’immagine, fermata come "memoria" nell'intelaiatura della finestra, sembra essere interrotto dalla magia della bianca limpida e cristallina luce e scomposto dalla poesia delle allineate chiome degli alberi. La metafisica del silenzio trova nello spazio fisico del luogo il suo respiro e la sua distintiva bellezza.
Lorenzo Crinelli

il gatto e altro...

date » 16-07-2014 22:36

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Ha ragione, Ivano Mercanzin, Cinzia Anna Rizzo quando parla di poesia e non solo quella fragile e delicata che scaturisce dall'immagine con quel gatto curioso e vigile che tuttavia non eguaglia quanto a discreta e timorosa curiosità quella della piccola, tenera testa che appare dietro le tende. Ma è la poetica, monotono dirlo e ripeterlo, della tua visione e ricerca; il piccolo, il dettaglio, il niente che diventa prima racconto poi immagine e sempre, sempre delicata, incantata sospesa poesia. E qui c'è la solitudine consueta del gatto curioso ed altro… forse non ci sono grandi profumi ma certo c’è quel sapore che si confonde con le buone cose di casa.
Lorenzo Crinelli

Quel gatto che ci sta guardando, tutta la scena parla di una quotidianità e di uno spazio che infonde calma e sicurezza, la stessa del felino che è rimasto fermo ad osservare quello che facevi, la stessa che si percepisce nella cura delle piante poste nei vasi ed in quei panni stesi, nella curiosità di quella vecchia che si sta affacciando dalla porta di casa per scoprire cosa sta accadendo! Bellissima composizione, incantevole istante di vita!
Paola Palmaroli

omaggio a CHRISTO

date » 04-07-2014 21:19

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La moltitudine di segni lineari e tubolari della struttura metallica, ripresa dal basso, che potrebbe anche essere ipoteticamente una moderna installazione di architettura ambientale, nella sua funzione di elemento struttale seziona e fraziona casualmente lo spazio e gli elementi architettonici dell’ambiente circostante trasformandole in immagini, che seppure legate organicamente da unica realtà visiva, divengono rappresentazioni significativamente diverse. E l’immagine così composta e concepita, perché scelta e realizzata come tale, diventa il segno inequivocabile di chi l'ha fotografata nel segno della sua costante ricerca di dare forza allo spazio e alla sua visione attraverso porzioni, sezioni e parti dello stesso spazio in modo da poter raccontare attraverso il dettaglio storie diversificate, minute, dove il piccolo, il particolare, esprime, pur nell’organicità del tutto, la poesia che spesso si nasconde dietro e dentro il frammento.
Lorenzo Crinelli
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