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Venezia

Come non addormentarsi con negli occhi una scena di tale grazia, non perchè pregna di romanticismo, tutt'altro! Venezia può essere tutto ed il contrario di tutto in tal senso! Mi ha colpito questo tuo scatto per quel candore feroce che la corrente dell'acqua invita a prendere in considerazione, quel "panta rei" che ci indica quanto l'amore scorra e muti, che sia foriero di attimi indimenticabili e nello stesso tempo stia a noi farlo invecchiare bene, al meglio delle sue possibilità! Tutto muta o scorre, emerge o sprofonda, si trasforma nel bene come nel male. Adoro questa tua immagine perchè non indulge nella tentazione di mostrarci solo il lato più luminoso dell'incantamento amoroso. La scalinata, il vento,la stessa corrente dell'acqua.....le due figure di schiena, l'imbarcazione, promettono fatica e brividi di freddo, un costante lavorio per fendere la superficie ed andare in profondità, una quotidiana promessa concentrata sulle piccole cose. Forse, e sottolineo "forse", la magia di un incontro risiede nel risalire insieme la corrente della quotidianità, di trasformare il freddo in una sferzata di energia, il silenzio in parole pregne di significato, l'attesa in un guardare insieme verso lo stesso punto. Questo mi hai suggerito con il tuo scatto e te ne sono grata. Con estremo pudore ed incisività la scena che di hai descritto, secondo me, esprime la vera essenza dell'amore: "esserci", nonostante tutto, l'uno per l'altra, a volte faticando e rabbrividendo, altre con più entusiasmo e calore. Sempre avvolti dalla pazienza che possiedono le piccole/grandi emozioni e quel che resta di ogni giorno vivendole senza gridarle ne urlarle, lasciandole fluire e scorrere dentro di noi come la coppia pare stia facendo nell'istante in cui l'hai fissata per sempre nel tuo scatto!
Paola Palmaroli

Le partenze qualche volta sono necessarie, ma non per questo sono meno dolorose. I ricordi si ripiegano come una vecchia lettera, lasciata nella tasca di una giacca. E malinconicamente ci si incammina verso nuove esperienze, estranee e lontane, mentre lo sguardo resta aggrappato alla storia di un passato che è parte di noi. Una fotografia bellissima Ivano, in cui leggo tutta la tua interiorità. Grazie amico mio!
Tiziana Ruggiero

"Venezia è un teatro, un palcoscenico, un balcone con vista dilatata su un infinito che sembra non smettere mai. Cosa penserai mai giovane con cappellino vintage anni 60 e zaino in spalla seduto sul ciglio di un approdo di vecchia pietra? Cosa penserai mai qui colto, più o meno casualmente, in una bella foto di Ivano Mercanzin? Colto in un fermo immagine che forse ti raffigura il futuro fluttuante e inquieto come questa laguna che sputa in superficie qualche rifiuto della benestante società che con troppo zelante entusiasmo turistico getta bottiglie in plastica nei canali? Te ne stai a rimirare questo poetico bacino e forse anche evocando una proiezione di te stesso riflessa nell'acqua che sempre si muove e non sta ferma mai? Una nave sta scivolando per contratto turistico e per mestiere, sull'onda verso lidi e porti lontani, d'oriente o d'occidente, forse vorresti esservi a bordo per andartene verso un diverso destino? Chissà quale vera storia ci propone questa foto di Ivano che nei suoi lirici bianchi e neri acquerellati in quest'acqua di mare testimonia ancora una volta il proprio amore verso Venezia e la sua laguna. Una storia salmastra che forse diventa anche dolce."
(FRANCO GOBBETTI)


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