PARADISO PERDUTO

In bianco e nero hai donato al luogo quel colore che l'anima infonde agli spazi senza tempo in cui lasciamo una parte di noi stessi per essere custodita con cura. Tutto di questo angolo parla delle note e degli accordi armoniosi di chi l'ha vissuto facendoli risuonare fino a noi attraverso le virate della luce verso zone in ombra oppure scalpitanti di vita e di gioia nella vegetazione che l'assorbe inebriata. Mi ricorda la tua foto certi dipinti impressionisti, il bisogno di fermarsi a guardare ed a respirare la luce fino a farla propria impressionando istanti di grande bellezza resi indimenticabili dalle pennellate di luce dei pittori, Le stesse pennellate date dal tuo sguardo accorto che entrano in sintonia perfetta con ogni dettaglio colto nel tuo scatto. Le due sedie hanno la capacità di farci vedere come in un flashback le persone che le hanno usate, chi asciugandosi la fronte con un fazzoletto, le bretelle tese su ventri molli ed esuberanti, chi composta e seria mentre lavorava ad uncinetto o ricamava, oppure chi leggeva o chi recitava un rosario con le palpebre abbassate leggermente per concentrarsi sui profumi del giardino e sulla sacralità del suo mondo interiore. Gente che ha chiacchierato in modo sommesso e chi invece ha chiamato ad alta voce bambini che strillavano felici, tutto ciò ed altro ancora fa parte di questo splendido bianco e nero, un angolo di vita che ancora vibra dell'energia assorbita rimasta incastonata in ogni fessura e crepa del tempo. (Paola Palmaroli)

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date: 06-08-2018 20:49

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