BOYS DON'T CRY

coautrice e interprete: Paola Mischiatti
coautore e fotografo: Ivano Mercanzin
location :Scano Boa - Porto Tolle (RO)
Luglio 2018

(...)Accolsero gli dei i suoi voti: i due corpi uniti
si fondono annullandosi in un'unica figura.
Come vedi saldarsi, mentre crescono, due rami e svilupparsi
insieme, se li unisci sotto la medesima corteccia, così, quando le loro membra si fusero in quel tenace abbraccio, non furono più due,
ma un essere ambiguo che femmina non è o giovinetto, che ha l'aspetto di entrambi e di nessuno dei due(...)

(...)A narrare il mutare delle forme in corpi nuovi
mi spinge l’estro. O dei, se vostre sono queste metamorfosi,
ispirate il mio disegno, così che il canto dalle origini
del mondo si snodi ininterrotto sino ai miei giorni(...)

Metamorfosi - Ovidio - scritto dal 2 al 8 d.C.)

Ivano Mercanzin ha realizzato questi scatti per un progetto volto a mettere in evidenza la libertà dei corpi, la fluidità dei generi, l'essenza di ciò che siamo oltre le etichette.
E queste splendide fotografie le ha arricchite con una mia poesia tratta da Dolore minimo, in buona compagnia con i versi di Ovidio. Gli sono molto grata. 🍀


Quando nacqui mia madre
mi fece un dono antichissimo,
il dono dell’indovino Tiresia:
mutare sesso una volta nella vita.

Già dal primo vagito comprese
che il mio crescere sarebbe stato
un ribelle scollarsi dalla carne,
una lotta fratricida tra spirito
e pelle. Un annichilimento.

Così mi diede i suoi vestiti,
le sue scarpe, i suoi rossetti;
mi disse: «prendi, figlio mio,
diventa ciò che sei
se ciò che sei non sei potuto essere».

Divenni indovina, un’altra Tiresia.
Praticai l’arte della veggenza,
mi feci maga, strega, donna
e mi arresi al bisbiglio del corpo
– cedetti alla sua femminea seduzione.

Fu allora che mia madre
si perpetuò in me, mi rese
figlia cadetta del mio tempo,
in cui si può vivere bene a patto
che si vaghi in tondo, ciechi
– che si celi, proprio come Tiresia,
un mistero che non si può dire.

(Giovanna Cristina Vivinetto, Dolore minimo, Interlinea, 2018)

NOTE:
“Posso dirvi che lo stavo riguardando e ha una forza davvero trascinante. L'idea di sviluppare la metamorfosi in questo modo mi piace davvero molto. Paola è perfetta, è riuscita a far emergere il suo lato maschile (quello che le fa scegliere le cover del telefono per capirci) facendolo piano piano perdersi, fino alle ultime struggenti immagini, per arrivare al suo disperdersi liquido in cui sembra una sorta di Ofelia liberata dalla follia. E molto bravo anche Ivano, che ha saputo cogliere le sfumature, gli attimi di questo parto con una bella lettura della luce, che nelle prime immagini disegna il fisico della modella con le sue asperità, ricavandone chiaroscuri molto maschili e che, man mano che il discorso si sviluppa, lasciano il posto prima alla tensione del disagio (la quartultima foto, con i capelli bagnati e le mani congiunte è un pugno allo stomaco) , e finalmente approda ad una liberazione risolutiva che si lascia andare nel silenzio del mare. Si. Davvero bravi. Complimenti”
(Dario Ceoldo)


vedi anche SCANO BOA Your text to link here...

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